ADHD – Disturbo da deficit di attenzione e iperattività

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è una condizione cerebrale con continua inattenzione e / o iperattività-impulsività che interferisce con il funzionamento o lo sviluppo.

  • Inattenzione significa che una persona si distrae dal compito, non persiste, ha difficoltà a mantenere l’attenzione, ed è disorganizzata; questi problemi non sono dovuti al comportamento o mancanza di comprensione
  • Iperattività significa che una persona sembra muoversi di continuo, anche in situazioni inappropriate; o è irrequieto, agitato o parla sempre. Negli adulti, significa essere irrequieti o incalzare gli altri in modo costante
  • Impulsività significa che la persona fa azioni affrettate, senza prima pensarci e che possono essere dannose; o preferendo ricompense immediate o senza ritardare la gratificazione. Una persona impulsiva può essere socialmente invadente e irruenta con gli altri o prende decisioni importanti senza valutare le conseguenze a lungo termine

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Indice

 

Sintomi

Come accennato, i principali sintomi di ADHD sono inattenzione, iperattività e impulsività. Alcune persone con ADHD hanno problemi di uno solo dei tre sintomi. Altri hanno sia inattenzione che iperattività-impulsività. La maggior parte dei bambini ha il tipo combinato di ADHD.

In età prescolare, il principale sintomo di ADHD è l’iperattività.

È normale essere distratti, vivaci e impulsivi, ma per le persone con ADHD, questi sintomi:

  • Sono più gravi
  • Avvengono spesso
  • Interferiscono o riducono le capacità sociali, scolastiche o lavorative

 

Inattenzione

Le persone con sintomi di inattenzione potrebbero:

  • Trascurare i dettagli, fare errori di distrazione a scuola, a lavoro o durante altre attività
  • Avere difficoltà a stare attenti nelle attività o nel gioco, compreso nelle conversazioni, lezioni o letture
  • Sembrare distratti se gli parli
  • Non seguire le istruzioni, non finire i compiti o le attività scolastiche, sul posto di lavoro
  • Iniziare compiti, ma distrarsi e abbandonarli
  • Avere problemi nell’organizzare attività e azioni, ad esempio sequenze di azioni, ordinare materiali e oggetti, fare lavori disordinati e cattiva gestione del tempo
  • Non rispettare le scadenze
  • Evitare o non amare le attività che richiedono sforzo mentale prolungato, come compiti a scuola o a casa, o per adolescenti e adulti più grandi, preparare relazioni, lunghi documenti o compilare moduli
  • Perdere il necessario per fare attività o compiti, come materiale scolastico, matite, libri, portafogli, chiavi, documenti, occhiali e telefono cellulare
  • Farsi distrarre da pensieri o stimoli futili
  • Essere smemorati nelle attività quotidiane, come in faccende domestiche, commissioni e appuntamenti

 

Iperattività-Impulsività

Le persone con sintomi di iperattività-impulsività potrebbero spesso:

  • Agitarsi e muoversi spesso
  • Alzarsi dal posto quando bisogna rimanere seduti, come in classe o in ufficio
  • Correre o arrampicati quando è inappropriato o, se adolescenti o adulti, essere sempre irrequieti
  • Non riuscire a giocare o impegnarsi in hobby
  • Essere sempre in moto o agire come se “avessero un motore”
  • Parlare di continuo
  • Rispondere prima che una domanda sia stata completata, terminare frasi di altre persone o accentrare a sé le conversazioni
  • Avere problemi a rispettare i turni
  • Interrompere gli altri o intromettersi, ad esempio in conversazioni, giochi o attività

 

Altro su sintomi e diagnosi

La diagnosi di ADHD richiede una valutazione completa da parte di un neuropsichiatra infantile esperto di ADHD o da altri operatori di salute mentale dell’età evoluiva (psicologo o medico psichiatra o pediatra, ecc.)

Affinché una persona possa ricevere una diagnosi di ADHD, i sintomi di inattenzione e / o iperattività-impulsività devono essere cronici o di lunga durata, compromettere il funzionamento della persona e causare un deficit del suo normale sviluppo in rapporto alla sua età.

Il medico farà inoltre la diagnosi differenziale. Significa che si assicurerà che i sintomi di ADHD non siano dovuti ad altra condizione medica o psichiatrica (come disturbo oppositivo/provocatorio disturbi tiroidei o reazione ai farmaci).

Altre condizioni, come difficoltà di apprendimento, disturbo d’ansia, disturbo della condotta, depressione e abuso di sostanze, sono comuni nelle persone con ADHD (comorbilità).

La maggior parte dei bambini con ADHD riceve la diagnosi durante la scuola elementare. In un adolescente o un adulto che riceve una diagnosi di ADHD, i sintomi devono iniziare prima dei 12 anni.

Se hai l’ADHD, i sintomi possono comparire già tra 3 e 6 anni e continuare in adolescenza e età adulta. I sintomi ADHD possono essere confusi per problemi emotivi o disciplinari. Possono anche essere lievi in bambini più tranquilli e ben educati, causando ritardi nella diagnosi. Gli adulti con ADHD non diagnosticato possono avere scarsi risultati scolastici, problemi sul lavoro o relazioni difficili.

I sintomi dell’ADHD possono cambiare man mano che una persona invecchia. Nei bambini piccoli con ADHD, sintomi principali sono l’iperattività-impulsività. Nei bambini più grandi, l’inattenzione può diventare più forte e causare problemi a scuola. Nell’adolescenza, l’iperattività sembra attenuarsi e può manifestarsi più come irrequietezza, ma possono rimanere inattenzione e impulsività. Molti adolescenti con ADHD hanno anche problemi relazionali e comportamenti antisociali. Inattenzione, irrequietezza e impulsività tendono a persistere nell’età adulta.

adhd - sintomi - test

Tipi di ADHD e criteri diagnostici del DSM

Come per molti altri disturbi psichiatrici, la diagnosi formale dovrebbe essere fatta da un professionista qualificato sulla base di un determinato numero di criteri. Per rendere la diagnosi di ADHD più precisa, l’American Psychiatric Association (APA), in base a dei criteri del DSM ha specificato tre categorie (o tipi).

Questi tipi sono: principalmente disattento, principalmente iperattivo-impulsivo e combinato.

Questa suddivisione si basa sulla presenza di almeno sei dei nove sintomi a lungo termine (che durano almeno sei mesi) di disattenzione, iperattività-impulsività o entrambe. Per essere considerati ADHD, i sintomi devono iniziare dall’età di sei / dodici anni e verificarsi in più di un ambiente (ad esempio a casa e a scuola o al lavoro). I sintomi devono essere inappropriati per un bambino di quell’età e ci deve essere chiaro che causano problemi sociali, scolastici o lavorativi.

La cura dipende dal tipo di ADHD che tu o il tuo bambino avete. Il tipo di ADHD può cambiare nel tempo, quindi anche la terapia potrebbe cambiare.

Ecco i tre tipi di ADHD secondo il DSM 5:

 

Principalmente disattento

Come suggerisce il nome, le persone con questo tipo di ADHD hanno difficoltà estreme a concentrarsi, finire le attività e seguire istruzioni.

Gli esperti pensano inoltre che molti bambini con il tipo disattento di ADHD potrebbero non ricevere una diagnosi corretta perché tendono a non disturbare. Questo tipo è più comune tra le ragazze con ADHD.

 

Principalmente iperattivo-impulsivo

Le persone con questo tipo di ADHD mostrano soprattutto iperattività e impulsività. Ad esempio, sono irrequieti, interrompono le persone che parlano e il non aspettano il proprio turno.

Sebbene siano meno disattente, le persone con ADHD principalmente iperattivo-impulsivo possono comunque trovare difficile concentrarsi sui compiti.

 

Tipo combinato iperattivo-impulsivo e disattento

Questo è il tipo più comune di ADHD. Le persone con questo tipo combinato di ADHD mostrano sintomi sia di disattenzione che iperattivi: incapacità di stare attenti, l’impulsività e livelli di attività e di energia superiori alla norma.

 

Cause e fattori di rischio

Gli scienziati non sono certi delle cause dell’ADHD. Come molte altre malattie, alcuni fattori possono aumentare il rischio di ADHD, come ad esempio:

  • Genetica
  • Fumo di sigaretta, uso di alcolici o uso di droghe della madre in gravidanza
  • Esposizione a tossine ambientali per la madre in gravidanza
  • Esposizione a tossine ambientali, come alti livelli di piombo, in giovane età
  • Nati pretermine (prima della 37° settimana di gravidanza) o con un basso peso alla nascita
  • Epilettici
  • Lesioni celebrali

L’ADHD è più comune nei maschi che nelle femmine. Le donne con ADHD hanno più probabilità di avere inattenzione prevalente.

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Diagnosi

Se pensi che tu o tuo figlio possiate avere il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), considera di parlarne al medico di famiglia.

Se sei preoccupato per tuo figlio, può essere utile parlare con i suoi insegnanti, prima di vedere il medico, per avere un parere sul tuo bambino.

Il medico di base non può diagnosticare formalmente l’ADHD, ma può valutare i sintomi e, se necessario, indirizzarti ad uni specialista.

Quando vedi il medico, potrebbe chiederti:

  • I sintomi tuoi o di tuo figlio
  • Quando sono iniziati i sintomi e dove compaiono – per esempio, a casa o a scuola
  • Se i sintomi influenzano la vita quotidiana tua o di tuo figlio, ad esempio, se causano problemi a socializzare
  • Se tu o di tuo figlio avete da poco avuto momenti critici, come lutti o divorzi in famiglia
  • Se avete parenti con ADHD
  • Qualsiasi altro problema o sintomo di altre malattie che tu o tuo figlio potreste avere

 

Prossimi passi

Se il tuo medico pensa che tuo figlio possa avere l’ADHD, potrebbe prima suggerire di “aspettare” – circa 10 settimane – per vedere se i sintomi migliorano, rimangono uguali o peggiorano.

Potrebbe anche suggerire di iniziare un programma di formazione per familiari di persone con ADHD (parent training). Ciò non significa che tu sia un cattivo genitore: mira a insegnarti come aiutare te stesso e tuo figlio.

Vedi la terapia dell’ADHD per approfondire.

Se i sintomi del bambino non migliorano, e sia tu che il tuo medico credete che ciò influenzi la sua vita, il medico generico dovrebbe inviarvi a uno specialista per una diagnosi formale.

Se il medico di famiglia sospetta ADHD in un adulto valuterà i sintomi e potrebbe chiedere una valutazione se:

  • Non è stato diagnosticato l’ADHD da bambino, ma i sintomi sono iniziati nell’infanzia e da allora continuano
  • Altre condizioni di salute mentale non spiegano i sintomi
  • I sintomi influenzano la vita quotidiana – ad esempio, con problemi nel lavoro limiti o nelle relazioni intime

Dovresti anche rivolgerti a uno specialista se hai avuto ADHD da bambino o da giovane e i sintomi adesso compromettono la vita quotidiana.

 

Valutazione e assessment

Ci sono diversi specialisti che tu o tuo figlio potete incontrare per una diagnosi, tra cui:

  • Uno psichiatra o psicologo
  • Un pediatra o uno specialista nella salute dei bambini
  • Uno specialista in disturbi dell’apprendimento esperto di ADHD

Scegli lo specialista in base all’età del paziente.

Non esiste un unico test per la diagnosi di ADHD. Lo specialista può fare una diagnosi accurata dopo una valutazione dettagliata, che può includere:

  • Esame fisico per escludere altre possibili cause dei sintomi
  • Interviste dirette al paziente
  • Interviste o relazioni di altre persone significative, come partner, genitori e insegnanti

Vediamo i criteri per fare una diagnosi di ADHD in bambini, adolescenti e adulti.

 

Diagnosi di ADHD in bambini e adolescenti

La diagnosi di ADHD nei bambini dipende da una serie di criteri diagnostici. Per la diagnosi di ADHD, il bambino deve avere 6 o più sintomi di inattenzione, o 6 o più sintomi di iperattività e impulsività (DSM-V).

Maggiori informazioni sui sintomi dell’ADHD.

Per la diagnosi ADHD, il bambino deve anche avere:

  • Sintomi continui per almeno 6 mesi
  • Esordio dei sintomi prima dei 12 anni
  • I sintomi in almeno due diverse situazioni – ad esempio, a casa e a scuola, per escludere la possibilità che sia solo a causa di certi insegnanti o genitori
  • Sintomi che rendono la vita parecchio più difficile a livello sociale, scolastico o professionale
  • Sintomi non riferibili a un disturbo dello sviluppo, ad una fase difficile o ad altra condizione

 

Diagnosi di ADHD negli adulti

Fare la diagnosi di ADHD negli adulti può essere difficile. I sintomi riferibili ai bambini non si possono sempre applicare agli adulti.

Un adulto può avere una diagnosi di ADHD se ha 6 o più sintomi di inattenzione, o 6 o più di iperattività e impulsività, elencati nei criteri diagnostici di ADHD del DSM-V.

Come parte della valutazione, lo specialista valuterà i sintomi. Tuttavia, secondo le attuali linee guida diagnostiche, la diagnosi di ADHD negli adulti non può essere confermata se i sintomi non sono presenti dall’infanzia.

Se non ricordi se hai avuto problemi da bambino o non ti è stato diagnosticato l’ADHD quando eri più giovane, il tuo specialista potrebbe voler vedere i tuoi vecchi documenti scolastici, o parlare con i tuoi genitori, insegnanti o chiunque altro ti conosceva da bambino.

Affinché un adulto possa ricevere una diagnosi di ADHD, i suoi sintomi dovrebbero anche avere un effetto su diverse aree della vita, come ad esempio:

  • Bassa resa a lavoro o scuola
  • Guida pericolosa
  • Difficoltà nel conoscere o mantenere amici
  • Difficoltà nei rapporti con i partner

Se i tuoi problemi sono recenti e non li avevi in passato, non sei ADHD. Perché si pensa che l’ADHD non possa esordire negli adulti.

 

Diagnosi differenziale: se non fosse ADHD?

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività può essere confuso con altre condizioni che hanno sintomi simili o in comune. La diagnosi principale si fa con disturbi d’ansia, depressione e disturbo bipolare.

Sintomi dell’ADHD correlati ad altri disturbi

Depressione Disturbo d’ansia Disturbo bipolare
·         Sentimenti di disperazione, bassa autostima o infelicità

·         Perdita di interesse per hobby o regolari attività

·         Fatica

·         Problemi del sonno

·         Difficoltà a restare attenti

·         Appetito scarso o eccessivo

·         Irritabilità o ostilità

·         Non tollerare lo stress

·         Pensieri di morte

·         Dolore inspiegabile

·         Senso di ansia

·         Irritabilità

·         Senso di panico o paura

·         Iperattività

·         Difficoltà a restare attenti

·         Fatica

·         Non tollerare lo stress

·         Difficoltà a restare attenti

In fase maniacale

·         Felicità eccessiva

·         Iperattività

·         Aggressività

·         Parlare tanto

·         Poco bisogno di dormire

·         Comportamento sociale inappropriato

·         Difficoltà a restare attenti

In fase depressiva

·         Stessi sintomi della sezione depressione

 

I sintomi di ADHD, come umore basso, scarsa autostima, sbalzi d’umore e irritabilità, possono essere confusi con distimia, ciclotimia o disturbo bipolare, nonché con disturbo borderline di personalità. Alcuni sintomi dovuti a disturbi d’ansia, disturbo antisociale della personalità, ritardo mentale o effetti dell’abuso di sostanze (o intossicazione o astinenza) possono sovrapporsi a quelli di ADHD.

Questi disturbi possono anche verificarsi insieme all’ADHD. Le condizioni mediche che possono causare sintomi simil ADHD includono: ipertiroidismo, intossicazione da piombo, problemi all’udito, malattie del fegato, apnea notturna, alcuni rari tumori, celiachia non trattata e trauma cranico.

Anche alcuni farmaci possono causare sintomi simili.

I disturbi del sonno possono influenzare l’attenzione e il comportamento e i sintomi dell’ADHD possono influenzare il sonno. Si consiglia infatti di controllare la qualità del sono dei bambini con ADHD. Dormire male può causare iperattività e disattenzione. Anche l’apnea ostruttiva del sonno può causare sintomi di tipo ADHD.

 

ADHD e comorbilità

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività può comparire insieme ad altre patologie, alcune di queste sono:

  • Disturbo oppositivo provocatorio
  • Depressione
  • Disturbi d’ansia
  • Disturbo bipolare
  • Problemi del linguaggio / comunicazione
  • Disturbo della condotta
  • Disturbi dell’apprendimento
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Sindrome di Tourette
  • Disturbi pervasivi dello sviluppo
  • Ritardo mentale

 

ADHD e depressione

Se tu o tuo figlio avete l’ADHD, siete più a rischio di depressione. Il rischio di depressione maggiore nei bambini con ADHD è più di cinque volte superiore rispetto ai bambini senza ADHD. E fino il 31% degli adulti con ADHD ha avuto anche depressione.

Può sembrare ingiusto, ma sappi che sono disponibili terapie per entrambe le condizioni. La terapia psicologica può aiutare in entrambe le condizioni. Inoltre, alcuni antidepressivi, come il bupropione, possono ridurre i sintomi dell’ADHD.

Avere l’ADHD non garantisce comunque che avrai la depressione, ma è importante sapere che c’è il rischio.

 

Trattamento e terapie

Mentre non esiste una cura per l’ADHD, le terapie possono aiutare a ridurre i sintomi e migliorare la qualità della vita. I trattamenti comprendono farmaci, psicoterapia, educazione o formazione o una combinazione di questi.

 

Farmaci

In molte persone, i farmaci per ADHD riducono l’iperattività e l’impulsività e migliorano la capacità di concentrarsi, lavorare e apprendere. I farmaci possono anche migliorare la coordinazione fisica. A volte bisogna provare diversi farmaci o dosaggi prima di trovare quello giusto per una specifica persona. Chiunque prenda i farmaci deve essere sempre monitorato dal proprio medico prescrittore.

 

Psicostimolanti

Il farmaco più usato per ADHD è chiamato “psicostimolante”. Sebbene possa sembrare insolito usare un farmaco stimolante per l’ADHD, funziona perché aumenta dopamina e noradrenalina, sostanze chimiche cerebrali essenziali nel pensiero e nell’attenzione.

Sotto controllo medico, gli psicostimolanti sono sicuri. Tuttavia, ci sono rischi ed effetti collaterali, soprattutto se non usati come prescritto. Ad esempio, gli stimolanti possono aumentare la pressione sanguigna, il battito cardiaco e l’ansia. Pertanto, una persona con altri problemi di salute, tra cui ipertensione, malattie cardiache, glaucoma, malattie del fegato o dei reni, o un disturbo d’ansia, deve informare il proprio medico prima di assumere uno stimolante.

Parla con un medico se hai uno qualsiasi di questi effetti collaterali durante l’uso di stimolanti:

  • Scarso appetito
  • Problemi del sonno
  • Tic (movimenti o versi improvvisi e ripetitivi)
  • Sbalzi di personalità
  • Ansia e irritabilità
  • Mal di stomaco
  • Mal di testa

 

Non stimolanti

Altri farmaci ADHD non sono stimolanti. Questi farmaci richiedono più tempo per agire, ma possono anche migliorare la concentrazione, l’attenzione e l’impulsività in una persona con ADHD. Il medico può indicare un non stimolante: se il paziente ha effetti collaterali da stimolanti; se lo stimolante non è efficace; o insieme ad uno stimolante per aumentare l’efficacia.

Sebbene non siano la terapia elettiva, alcuni medici consigliano per l’ADHD antidepressivi da soli o insieme agli psicostimolanti. Gli antidepressivi possono alleviare tutti i sintomi dell’ADHD e si possono prescrivere se un paziente ha effetti collaterali da psicostimolanti. Gli antidepressivi possono essere utili insieme agli stimolanti se il paziente ha anche altre condizioni, come disturbi d’ansia, depressione o altri disturbi dell’umore.

Medico e paziente possono collaborare per trovare il miglior farmaco, dose o combinazione di farmaci.

 

Psicoterapia

Inserire la psicoterapia nella terapia dell’ADHD può aiutare pazienti e famiglie a far fronte ai problemi quotidiani.

La terapia cognitivo-comportamentale è un tipo di psicoterapia che aiuta la persona a cambiare il comportamento. Potrebbe comportare l’assistenza pratica, come per organizzare compiti o completare il lavoro scolastico, o un lavoro sulle emozioni. La terapia cognitivo-comportamentale insegna anche a:

  • Monitorare il proprio comportamento
  • Darsi lodi o ricompense per agire nel modo migliore, come nel controllare la rabbia o pensare prima di agire

Genitori, insegnanti e familiari possono anche dare un feedback positivo o negativo ai comportamenti, aiutare a stabilire regole chiare e altre routine per aiutare la persona a controllare il comportamento. Il terapeuta può anche insegnare abilità sociali ai bambini, come ad esempio aspettare il proprio turno, condividere i giocattoli, chiedere aiuto o controllare l’ira. La formazione sulle abilità sociali può includere l’imparare a leggere le espressioni facciali e il tono della voce altrui e come rispondere in modo appropriato.

La terapia cognitivo-comportamentale può anche integrare tecniche di mindfulness e meditazione. Il paziente impara ad essere consapevole e ad accettare i propri pensieri e sentimenti per concentrarsi meglio.

La terapia familiare e di coppia può aiutare familiari e partner a trovare il modo migliore per gestire il disturbo, incoraggiare comportamenti positivi e migliorare i rapporti con il paziente.

 

Rimedi naturali per l’ADHD

Oltre ai farmaci (o al posto loro), sono stati suggeriti diversi rimedi per aiutare a migliorare i sintomi dell’ADHD.

Seguire uno stile di vita sano può aiutare te o il tuo bambino a gestire i sintomi dell’ADHD:

  • Fai una dieta sana ed equilibrata
  • Fai almeno 60 minuti di attività fisica al giorno
  • Dormi abbastanza e bene
  • Limita il tempo trascorso davanti allo schermo di telefoni, computer e TV

Gli studi hanno anche dimostrato che lo yoga, il tai chi e trascorrere del tempo all’aria aperta possono aiutare a calmare le menti iperattive e possono alleviare i sintomi dell’ADHD. La mindfulness è un altro tipo di meditazione utile. La ricerca negli adulti e negli adolescenti mostra che meditare ha effetti positivi sui processi di attenzione e pensiero, così come sull’ansia e la depressione.

Evitare alcuni allergeni e additivi alimentari è anche utile a ridurre i sintomi dell’ADHD.

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Istruzione e formazione

I bambini e gli adulti con ADHD hanno bisogno della comprensione dei genitori, delle famiglie e degli insegnanti per raggiungere il loro pieno potenziale e avere successo. In una famiglia con bambini in età scolare con ADHD possono accumularsi frustrazione, senso di colpa e rabbia prima della diagnosi. Genitori e figli possono aver bisogno di aiuti speciali per superare i sentimenti negativi. Uno specialista può formare i genitori sull’ADHD e su come colpisce una famiglia. Aiuterà anche il bambino e i genitori a sviluppare nuove abilità, attitudini e modi di relazionarsi.

Il parent training è un allenamento delle abilità genitoriali e alla gestione dei comportamenti. Insegna ai genitori le abilità per incoraggiare e premiare i comportamenti positivi nei figli. Li aiuta ad usare un sistema di premi per cambiare il comportamento del bambino. Ai genitori viene insegnato a dare un riscontro immediato e positivo ai comportamenti che vogliono incoraggiare (rinforzo positivo), e ignorare o riprendere i comportamenti che vogliono scoraggiare (rinforzo negativo). Possono anche imparare a strutturare le situazioni per supportare il comportamento desiderato.

Le tecniche di gestione dello stress possono aiutare i genitori di bambini con ADHD ad affrontare la frustrazione per rispondere con calma al comportamento del loro bambino.

I gruppi di auto aiuto possono aiutare genitori e famiglie a confrontarsi con persone con problemi e preoccupazioni simili. I gruppi spesso si incontrano per condividere frustrazioni, successi, informazioni su specialisti, strategie raccomandate e parlare con esperti.

 

Suggerimenti per aiutare i bambini e gli adulti con ADHD ad organizzarsi

Per bambini:

Genitori e insegnanti possono aiutare i bambini con ADHD ad organizzarsi con strumenti come:

  • Routine e programmi da mantenere. Seguire la stessa routine ogni giorno, dalla sveglia all’ora di andare a letto. Inclusa l’ora dei compiti, dei giochi all’aperto e al coperto. Tenere il programma sul frigorifero o su una bacheca in cucina. Scrivi le modifiche al programma il prima possibile
  • Organizzare oggetti di uso quotidiano. Avere un posto per tutto e tenere tutto a posto. Questo include vestiti, zaini e giocattoli
  • Usare le agende. Usa il diario per i compiti e le cose da comprare. Sottolinea a tuo figlio l’importanza di scrivere compiti e portare a casa i libri necessari
  • Sii chiaro e coerente. I bambini con ADHD hanno bisogno di regole coerenti che possano capire e seguire
  • Dare lodi o premi quando segue le regole. I bambini con ADHD spesso ricevono e si aspettano critiche. Identifica le buone azioni e lodale

 

Per adulti:

Un consulente o un terapeuta professionista può aiutare un adulto con ADHD a imparare come organizzare la propria vita con strumenti come:

  • Routine da mantenere
  • Check-list per vari compiti e attività
  • Calendari per pianificare eventi
  • Note di promemoria
  • Task analysis. Significa dividere attività grandi in azioni più facili da gestire

 

Prognosi

L’ADHD non trattato può avere un grave impatto sulla vita di bambini e adulti. Può influenzare scuola, lavoro e relazioni. La terapia è importante a gestire la condizione.

Ricorda che molte persone con ADHD hanno una vita soddisfacente e di successo. Alcuni addirittura hanno benefici dalla malattia.

Se pensi che tu o tuo figlio abbiate l’ADHD, il primo passo è parlare con il medico. Può aiutarvi a capire se può essere ADHD e a scegliere le terapie per gestire i sintomi e vivere bene con l’ADHD.

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